| Finanziamento illecito, la coop piccola pesca di Francavilla condannata a pagare 40mila euro | |
FRANCAVILLA. La Cooperativa Serena di Francavilla al Mare dovrà versare 40mila euro alle casse della Regione Abruzzo. Share6
E’ quanto ha disposto una sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato la cooperativa al risarcimento dei danni per aver ottenuto illegittimamente un finanziamento per un progetto rientrante nel Docup 2002/2003. La Cooperativa Piccola Pesca Serena di Francavilla è stata costituita per la raccolta, la lavorazione e l'imballaggio delle lumachine, per il sostegno ai pescatori, per il rimessaggio delle barche e per la vendita del pesce. A tali scopi la cooperativa avanzò una richiesta di finanziamento alla Regione Abruzzo in data 28 dicembre 2002. Il progetto relativo è stato approvato con determinazione. 18/39 del 6 agosto 2003 dal dirigente del Servizio regionale preposto, per un importo di 117.728,48 euro. All’atto dell’erogazione del saldo da parte della Regione il legale rappresentante della cooperativa aveva dichiarato, in data 14.11.2005, di non aver beneficiato di altre agevolazioni disposte da programmi comunitari e/o da disposizioni statali e regionali e di non proporre in futuro istanze in tal senso, essendo a conoscenza del fatto che era vietato cumulare più benefici sullo stesso investimento. |
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E’ quanto ha disposto una sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato la cooperativa al risarcimento dei danni per aver ottenuto illegittimamente un finanziamento per un progetto rientrante nel Docup 2002/2003. La Cooperativa Piccola Pesca Serena di Francavilla è stata costituita per la raccolta, la lavorazione e l'imballaggio delle lumachine, per il sostegno ai pescatori, per il rimessaggio delle barche e per la vendita del pesce. A tali scopi la cooperativa avanzò una richiesta di finanziamento alla Regione Abruzzo in data 28 dicembre 2002. Il progetto relativo è stato approvato con determinazione. 18/39 del 6 agosto 2003 dal dirigente del Servizio regionale preposto, per un importo di 117.728,48 euro. All’atto dell’erogazione del saldo da parte della Regione il legale rappresentante della cooperativa aveva dichiarato, in data 14.11.2005, di non aver beneficiato di altre agevolazioni disposte da programmi comunitari e/o da disposizioni statali e regionali e di non proporre in futuro istanze in tal senso, essendo a conoscenza del fatto che era vietato cumulare più benefici sullo stesso investimento. Indagini successive avevano invece dimostrato che la Cooperativa Serena aveva ottenuto anche un altro finanziamento a fondo perduto, questa volta dal Comune di Francavilla al Mare, per un importo di 40mila euro. Il finanziamento era stato autorizzato con delibera della giunta Angelucci numero 114 del 29.9.2005 e poi erogato in due soluzioni: 6.842,40 euro con valuta 14.10.2005 e 33.157,60 euro con valuta 9.11.2005. Il finanziamento della Giunta di Francavilla, dunque, era stato stanziato e saldato in epoca antecedente alla dichiarazione del legale rappresentante della cooperativa che attestava di non aver ottenuto altri fondi. Da qui sono partite le indagini scaturite nell’inchiesta della Procura regionale della Corte dei conti per l’Abruzzo e conclusesi con la condanna di risarcimento del danno a favore della Regione.
La Cooperativa Serena si è difesa sostenendo l’assenza di un danno erariale in capo alla Regione, poiché la somma indebitamente concessa era stata erogata dal Comune di Francavilla successivamente al finanziamento regionale. La cooperativa ha anche negato che i contributi concessi da Regione e Comune avessero la medesima finalità. Inoltre è stata portata come giustificazione la compensazione del debito di 40mila euro con un credito pari a 54.000 euro che la stessa cooperativa vantava dal Comune di Francavilla. Il collegio giudicante ha però ritenuto non valide le motivazioni a difesa della Cooperativa Serena. Per quanto riguarda la provenienza del contributo, la Corte dei Conti ha ritenuto irrilevante che il finanziamento era comunale e non statale o regionale, perché il bando prevedeva che il privato dovesse comunque coprire una parte degli investimenti con risorse proprie, trattandosi di un progetto cofinanziato. Quanto poi alla ‘giustificazione’ del finanziamento ottenuto dal Comune quale parziale compensazione dei crediti che la Cooperativa vantava dallo stesso Comune, il giudice ha sottolineato che agli atti vi sono unicamente delle fatture emesse dalla Cooperativa per una serie di operazioni che nulla provano in merito ai rapporti tra questa e l’Amministrazione comunale. In ogni caso, fa notare la Corte dei Conti, dalle indagini svolte dalla Procura tramite la Capitaneria di Porto è emerso che il contributo comunale non è stato mai restituito, tanto che sono state incaricate sia l’Avvocatura regionale che quella Distrettuale dello Stato del recupero coattivo della somma. Sulla base di tutte queste motivazioni la Corte dei conti ha emesso sentenza di condanna. La cooperativa dovrà versare quale risarcimento del danno in favore della Regione Abruzzo la complessiva somma di euro 40.000, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali. Daniela Di Cecco 05/02/2011 9.43 notizia tratta da primadanoi.it |